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Il posto giusto regala attimi unici nel nostro girovagare

Ci sono luoghi che abbiamo in testa, altri nel cuore. E poi c’è, il posto giusto. Magari ne avrai più di uno, in qualche caso non ha nemmeno una precisa posizione geografica, in altre è un momento speciale.

Altra storia è invece, la ricerca del mio posto nel mondo. Dicono sia inutile cercarlo disperatamente, lo si riconosce.

Nel girovagare quando troviamo il posto giusto, stiamo bene, ci sentiamo parte di ciò che ci circonda, troviamo l’ispirazione perfetta per il lavoro e incontriamo quelle coincidenze che rendono speciali le cose semplici.

Succede quando sono a Scerne di Pineto, sconosciuto ai più, a me caro. In questo angolo di mondo ho ricominciato, per poi finire di nuovo e andare avanti, ricominciare di nuovo. Nel mentre, come se la mia vita fosse un film, ero protagonista di giornate normali rese speciali dalle piccole cose, la presenza del mare, le amiche e di un lavoro che amavo.

Eppure, ho lasciato quel posto giusto. Ho rinunciato al profumo del mare, alla routine, alle passeggiate in bicicletta tra mare e monti con coraggio e disinvoltura. Qualcuno potrebbe definirla ingenuità, sono convinta che per apprezzare bisogna allontanarsi. Lasciare andare, e lasciarsi andare.

Si torna sempre dove si è stati bene, per un motivo o l'altro.

Ti è mai capitato di vivere, anche solo per poco tempo, in un posto che poi è diventato speciale? Quello che io definisco: il posto giusto. Se si, forse sai di cosa sto parlando.

Ho vissuto giorni semplici fatti di momenti speciali. Soprattutto ho incontrato per la prima volta ME, per poi perdermi di nuovo, e ricominciare la ricerca. Si cambia, ed è anche questo uno dei motivi per cui scriverò pagine e riflessioni in questo spazio virtuale.

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Ciò che postiamo sui social media ha una durata più o meno breve, il tempo di un caffè se l’algoritmo ce lo concede. Al contrario di ciò che scriviamo sul blog che resta negli anni, e come per incanto, alimenta la propria efficacia con lo passare del tempo. Il percorso potrebbe essere tortuoso, fatto di planning da stilare e rispettare, di serate a scrivere e riscrivere. Penso che diventerà anche questo il posto giusto (virtuale) dove conoscere, divulgare e raccontare.

Nel posto giusto “reale”, che non è un caso che si trovi in Abruzzo, ho fatto scivolare le dita sui tasti, questa volta, timide. È qui che trovo le ispirazioni, riconquisto l’armonia, e torno in equilibrio. Sorrido e lascio liberi i pensieri che mi riportano indietro negli anni, al coraggio si aggiunge quel pizzico di adrenalina necessario per lanciarmi con la mente verso i nuovi obiettivi, con l’anima persa nei sogni e il cuore nelle cose belle.

Il posto giusto nella vita da mobile worker:

Per qualcuno il posto giusto è il posto fisso. Quel contratto a tempo indeterminato in un’azienda seria. Questo è anche quello che avrebbe voluto mio padre per me, come è normale che sia per chi lavora da sempre nella stessa azienda. Certe delusioni però poi si accettano, anche senza sostenerle. Ed io, che con il tempo e i viaggi ho iniziato a conoscermi, ho scelto il mio posto da mobile worker.

Il mio ufficio mi segue ovunque io vada. Adesso resta da imparare a dividere meglio il momento lavoro e creare quello di svago, che spesso condividono lo stesso spazio. Con il computer o lo smartphone e poco altro, lavoro ovunque. Come ho raccontato anche nelle pagine del libro di Cristiano Carriero, Mobile Working. Non sono l’unica, è diventato uno stile di vita per molti, con metodi e strumenti, che invece di restare sempre fissi, vanno sù e giù, di qua e di là.

E per quanto possa sembrare facile, agli occhi di tanti, richiede impegno, dedizione, passione e rigidità per essere produttivi. Non significa restare a casa tutto il giorno in tuta, né essere disponibili in qualsiasi momento. Da freelance posso scegliere come organizzare le mie giornate.

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Tra virtuale e reale, sono diventata protagonista di una storia che cambia latitudine e intensità.

Il nostro posto qual è? Lo chiediamo spesso alla vita. Siamo noi a dover rispondere, senza fretta. Perché mentre tutto scorre veloce, noi abbiamo la possibilità di scegliere, di lasciar fluire e lasciar andare altro, di conoscere e di innamorarci durante un viaggio di un luogo, di restare colpiti da un dettaglio, di ritrovare la propria essenza anche dall’altra parte del mondo.

Ci sarà sempre il posto giusto, che ci aspetta per farci star bene. Ed io seduta sul prato, a Scerne di Pineto ad un passo dal mare e con lo sguardo ai monti, o tra le vie strette e le finestre con le tendine all’uncinetto, tra le chiacchiere libere con le amiche e quelle spontanee con il vicinato, ritrovo la serenità. Sono cose semplici, dettagli a cui non voglio rinunciare. Qui è dove ho lasciato anche la bicicletta. Chissà se un giorno verrò a riprenderla.

Nel frattempo, continuo il mio viaggio. Virtualmente, anche con te.

2 Comments
  • Paola
    Posted at 09:28h, 18 ottobre Rispondi

    Comunque non so perché,ma Scerne fa questo effetto anche a me. Adesso sono lontana e al solo pensiero di allontanarmi da lì mi viene la nostalgia.Perche’ nel suo piccolo e nelle sue imperfezioni ha sempre qualcosa di giusto❤️
    P.S. La bici ormai è mia

    • Mary Pantone
      Mary Pantone
      Posted at 20:08h, 22 ottobre Rispondi

      Grazie Paola per il tuo commento e per avermi ricordato di non aver più la proprietà sulla mia bici. 🙂
      Hai condiviso con me i miei momenti in quel di Scerne, e anche tu manchi. Come mancano i nostri attimi pieni di pensieri e così unici. Quel che conta è che il posto giusto continua a regalare situazioni, emozioni e attimi unici ad entrambe.

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